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domenica 27 aprile 2014

I poeti per Marisa Marconi: Emanuele Feliziani




Noto che il tuo sesso mi frana indosso in un lampo che sbiadisce e canta
sogno, segni d'altri mondi, monti astrusi che sconosco appena. Che pena
questo sesso fatto tutto su una tela, questo legno che ti premo dentro e
spande vene; le sento innervarsi capovolte e senza scampo, in una vergogna
che lascia il segno e spande muschio al fondo come aerografo d’argento.

Emanuele Feliziani

sabato 5 aprile 2014

I poeti per Marisa Marconi: Emanuele Feliziani



E mi colgo che ti penso, che mi spunti dalle cosce d'improvviso e sembri
quasi statua – sembri – quasi donna con quella protrusione lavica, lo slancio assurdo quasi a dire «che ti prendo, se t'accosti un secondo, se concreti questa tua assenza acrilica, l'incanto di trovarti sulla stessa tela livida e abbracciarti per poterti dire, diamine, che bella!».

Ma è solo un vento che svanisci e non ci siam nemmeno scontri.

Emanuele Feliziani